LactoTest DNA

Il test per conoscere la predisposizione genetica all'intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è l’incapacità di digerire il lattosio, il principale zucchero presente nel latte. È causata dalla scarsità di lattasi, un enzima prodotto dalle cellule esposte sulla superficie dell’intestino tenue. La lattasi scinde il lattosio in due zuccheri più semplici, glucosio e galattosio, che riescono a superare la parete intestinale e passare nel flusso sanguigno. Senza questo enzima il lattosio non viene scisso e rimane quindi nell'intestino. Il lattosio non digerito viene rapidamente metabolizzato dai batteri intestinali, con formazione di gas che causano le tipiche manifestazioni cliniche, come crampi, meteorismo (gonfiore addominale) e irregolarità dell’alvo.
L’intolleranza al lattosio è presente in più della metà della popolazione mondiale, anche se non tutti i pazienti manifestano sintomi. In Europa, nel 90% dei casi l'intolleranza al lattosio è riconducibile ad una condizione genetica, detta anche intolleranza primaria.

Geni analizzati dal test

Il gene LCT, localizzato sul cromosoma 2, codifica per l’enzima lattasi. Nel 90% dei casi la condizione di intolleranza al lattosio è riconducibile in Europa al polimorfismo -13910 C>T. Tale variazione genetica consiste nello scambio di due nucleotidi, la timina e la citosina, nella posizione -13910 della regione regolatrice del gene LCT.

A cosa serve questo test

Questo test genetico permette la determinazione individuale del rischio di malassorbimento del lattosio. L’analisi permette inoltre di distinguere tra intolleranza genetica al lattosio e la forma transitoria, indotta secondariamente da malattie gastrointestinali o esposizione a parassiti intestinali.

A chi è rivolto questo test

•    Il test è indicato in soggetti che presentano sintomi come crampi, gonfiore addominale e irregolarità dell'alvo (diarrea, stipsi, occlusione intestinale), per determinare la condizione di intolleranza genetica.
•    Il test è indicato in soggetti che presentano una familiarità verso l'intolleranza al lattosio.
•    Il test è particolarmente adatto nei bambini, essendo di facile esecuzione e non invasivo.
•    Il test è importante per definire la corretta strategia alimentare da intraprendere, in presenza di positività.


Differenze rispetto al breath test all'idrogeno

L’H2-breath test indaga la capacità di digerire il lattosio, tramite una serie di misurazioni della presenza di idrogeno nel respiro del paziente, dopo l'ingestione di un quantitativo di lattosio. Un aumento della produzione di idrogeno, dopo l’ingestione del lattosio, indica che il soggetto presenta un malassorbimento del lattosio. Il test è particolarmente impegnativo per il paziente, in quanto richiede una particolare preparazione nei giorni precedenti, obbliga all'ingestione di lattosio durante l'esecuzione e può dare origine a falsi negativi.
Il breath test non è in grado di distinguere tra le condizioni di intolleranza al lattosio primaria (genetica) e secondaria (transitoria). L'intolleranza secondaria è conseguente ad altre patologie o terapie antibiotiche, è transitoria e si risolve nel momento in cui si ha la guarigione della malattia responsabile.

Il test genetico permette invece di individuale la condizione di intolleranza al lattosio primaria, quindi di una condizione definitiva. Quando non ci sono state cause come quelle riportate sopra e i tipici sintomi di intolleranza al lattosio sono presenti da anni, è molto probabile che si tratti di forma di intolleranza genetica.
Il test genetico è non invasivo, non richiede nessuna preparazione del paziente e non arreca alcun tipo di disturbo o dolore. Queste condizioni lo rendono particolarmente indicato soprattutto nei bambini.
Inoltre ha un’estrema affidabilità e ripetibilità.
E’ scientificamente dimostrato che in età adulta e in presenza di sintomi evidenti l’esito del breath test e del test genetico coincide.


Indicazioni nutrizionali

L’unica terapia in caso di intolleranza genetica è l’esclusione dalla dieta degli alimenti contenenti lattosio in modo permanente.    
Esistono in commercio latti e prodotti lattiero-caseari senza lattosio (delattosati), trattati dall’industria alimentare. Generalmente nei formaggi molli (come mozzarella e certosa) il contenuto in lattosio è notevole e non sono quindi permessi. Invece i formaggi molto stagionati, a pasta dura ed extra-dura, (come pecorino, provolone, parmigiano, grana) presentano un contenuto notevolmente ridotto di lattosio o ne sono addirittura privi. Quando non è possibile evitare l’assunzione di lattosio o si sceglie coscientemente di assumerne, si consiglia l’uso di supplementi enzimatici di lattasi.

Informazioni elaborate con il supporto di AILI Associazione Italiana Latto-Intolleranti Onlus.
Il referto di risposta del test contiene ulteriori indicazioni dettagliate, redatte in collaborazione con AILI.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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